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Domande che si portano in terapia

Non sempre si arriva in terapia con un problema chiaramente definito.

A volte si arriva con una domanda.
Altre volte con una sensazione che ritorna, una scelta che non riusciamo a fare, una relazione che ci fa soffrire o un modo di vivere che un tempo ci ha aiutato e che oggi sembra diventato troppo stretto o troppo costoso.

Alcune scelte possono aver avuto un senso importante nella nostra storia: ci hanno protetto, ci hanno permesso di mantenere relazioni, sentirci al sicuro, essere le persone che avevamo bisogno di essere.

Ma ciò che è stato utile in un momento della vita non necessariamente deve esserlo per sempre.

A volte la terapia comincia proprio da domande come:

Questa scelta mi rappresenta ancora?
Che cosa sto cercando di proteggere?
E che cosa potrebbe diventare possibile se provassi a guardare le cose diversamente?

Quando è difficile scegliere

  • Come faccio a capire che una scelta è davvero mia?
  • Perché continuo a rimandare anche quando so cosa vorrei?
  • Come distinguo la paura da un’intuizione?
  • Perché so cosa dovrei fare ma non riesco a farlo?
  • È possibile cambiare idea senza pensare di aver sbagliato tutto?

Quando lo sguardo degli altri diventa troppo importante

  • Quanto del mio modo di vivere nasce dal bisogno di approvazione?
  • Perché mi sento così facilmente giudicato?
  • Perché ho così paura di deludere gli altri?
  • Cosa temo succederebbe se smettessi di compiacere?
  • Perché non mi sento mai abbastanza?

Quando faccio fatica a mettere dei confini

  • Perché dire di no mi fa sentire in colpa?
  • Come faccio a capire dove finisco io e dove iniziano gli altri?
  • Perché mi arrabbio solo quando ho già superato il limite?
  • Posso occuparmi degli altri senza sentirmi responsabile della loro felicità?

Quando una relazione fa soffrire

  • Perché rimango in una relazione che mi fa stare male?
  • È giusto lasciare una persona buona se non la amo più?
  • Bisogna lottare sempre per una relazione o è possibile accettare che sia finita?
  • Perché mi innamoro di persone che non sono davvero disponibili?
  • Come ho potuto scegliere una relazione che oggi mi sembra così parziale?
  • Se mi separo e i miei figli soffrono, sarà colpa mia?
  • Restare insieme per i figli li protegge davvero?

Quando non so più che cosa significa amare

  • Amare significa provare passione o sentirsi al sicuro?
  • Posso voler bene a qualcuno e non desiderare più di stare con lui?
  • Posso amare più di una persona?
  • Un tradimento significa necessariamente che l’amore è finito?
  • Perché provo quasi fastidio per una persona che so essere buona?
  • Se non desidero più il mio partner significa che c’è qualcosa che non va in me?

Quando il passato continua a pesare

  • Perché continuo a fare sempre gli stessi errori?
  • Se oggi farei una scelta diversa, significa che allora ho sbagliato?
  • Posso smettere di sentirmi in colpa per ciò che è accaduto?
  • Perché, pur avendo capito da dove viene il mio problema, continuo a stare male?
  • Quanto della mia storia deve continuare a decidere chi sono oggi?

Quando il lavoro e le mie scelte mi mettono in crisi

  • Ho lasciato una situazione che non mi soddisfaceva e ora rimpiango quello che avevo: ho sbagliato?
  • Come faccio a capire se sto cercando qualcosa che desidero davvero o se sto inseguendo ciò che penso dovrei essere?
  • Perché un fallimento mette così profondamente in discussione il valore che attribuisco a me stesso?
  • Posso cambiare strada senza considerare perduto tutto quello che ho fatto prima?

Quando il corpo e la mente fanno paura

  • Perché il mio corpo sembra andare per conto suo?
  • Perché continuo a preoccuparmi anche quando so che probabilmente non succederà nulla?
  • Perché dopo un attacco di panico ho soprattutto paura che possa succedere di nuovo?
  • Perché ho bisogno di controllare continuamente per riuscire a tranquillizzarmi?
  • Un sintomo può avere un senso anche quando vorrei soltanto che sparisse?

Quando non so più se mi sto proteggendo o limitando

  • Evitare ciò che mi fa paura mi protegge o rende quella paura ancora più grande?
  • Perché continuo a controllare anche se so che mi fa stare peggio?
  • Quello che faccio mi aiuta ancora oppure è diventato un ostacolo?
  • Che cosa temo potrebbe accadere se smettessi di fare ciò che ho sempre fatto?

E se sto assumendo dei farmaci?

Anche questa può essere una domanda da portare in terapia.

La psicoterapia può affiancare una terapia farmacologica, ma non la sostituisce automaticamente. La decisione di modificare o interrompere un farmaco spetta al medico che lo ha prescritto e può essere valutata insieme a lui anche alla luce dell’andamento del percorso psicoterapeutico.

Informazioni pratiche

Il primo incontro permette di comprendere insieme che cosa sta accadendo nella relazione e quale possa essere la direzione del lavoro.

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