Relazioni, comunicazione e cambiamento nei luoghi di lavoro
Percorsi di consulenza e formazione per aziende e gruppi di lavoro
Un’organizzazione non è fatta soltanto di ruoli, procedure e competenze.
È fatta di persone che lavorano insieme, interpretano ciò che accade, costruiscono aspettative reciproche, comunicano — oppure smettono di farlo — e cercano di trovare il proprio posto mentre l’organizzazione cambia.
A volte le difficoltà diventano evidenti: conflitti, incomprensioni, tensioni tra responsabili e collaboratori, gruppi che faticano a lavorare insieme.
Altre volte non c’è un vero conflitto. C’è piuttosto la sensazione che qualcosa potrebbe funzionare meglio.
Il mio lavoro parte da qui: comprendere insieme che cosa sta accadendo e costruire un intervento che abbia senso per quella particolare organizzazione.
Comunicare e lavorare insieme
Comunicare bene non significa semplicemente imparare a “dire le cose nel modo giusto”.
Significa riuscire a comprendere che cosa accade tra le persone quando comunicano: ciò che ciascuno intende dire, ciò che l’altro comprende, le aspettative reciproche, ciò che rimane implicito e ciò che progressivamente diventa difficile affrontare.
Posso costruire percorsi rivolti all’intero gruppo di lavoro oppure interventi differenziati per ruoli e livelli di responsabilità, dedicati ad esempio a:
comunicazione assertiva · feedback · gestione delle incomprensioni e dei conflitti · collaborazione · comunicazione tra responsabili e collaboratori · relazioni all’interno del gruppo
L’obiettivo non è insegnare un unico modo “corretto” di comunicare, ma aiutare le persone a trovare modalità più chiare e utili per lavorare insieme.
Guidare un’équipe
Coordinare un gruppo significa avere responsabilità sul lavoro, ma anche sulle relazioni che rendono quel lavoro possibile.
Come si dà un’indicazione senza sostituirsi all’altro?
Come si affronta un problema senza trasformarlo in un giudizio sulla persona?
Come si mantiene un ruolo di responsabilità lasciando spazio all’autonomia?
Come si gestiscono tensioni, differenze e conflitti senza evitarli e senza lasciare che occupino tutto lo spazio?
Un percorso può aiutare coordinatori e responsabili a osservare il proprio modo di stare nel gruppo, riconoscere le dinamiche che si creano e sperimentare possibilità diverse di comunicazione e conduzione.
Quando cambiano i ruoli
Passaggi generazionali e cambiamenti organizzativi
Ci sono momenti nei quali non basta cambiare un organigramma.
Un passaggio generazionale, l’ingresso di una nuova figura, una diversa distribuzione delle responsabilità o la crescita dell’azienda richiedono alle persone di ridefinire anche il proprio ruolo nelle relazioni.
Nel passaggio tra generazioni questo può essere particolarmente delicato.
Per chi ha costruito e guidato un’azienda, lasciare progressivamente spazio può significare confrontarsi con la paura di perdere un ruolo, un’identità o il riconoscimento conquistato negli anni.
Per chi subentra, assumersi maggiore responsabilità può significare cercare autonomia continuando contemporaneamente a desiderare fiducia e riconoscimento.
Non sempre il problema è stabilire chi debba fare cosa.
A volte è necessario costruire insieme un modo nuovo di stare nella relazione mentre i ruoli cambiano.
Il lavoro può allora favorire il confronto tra le persone coinvolte, rendere esplicite aspettative che spesso rimangono implicite e accompagnare il passaggio verso una nuova organizzazione delle responsabilità.
Questa parte, secondo me, deve avere molto rilievo grafico: è una proposta particolare e ti distingue dal generico corso di comunicazione aziendale.
Ascoltare prima di intervenire
Non sempre parto da un corso.
Quando la situazione è più complessa, può essere utile innanzitutto capire come viene vissuta l’organizzazione dalle persone che ne fanno parte.
A seconda delle esigenze, posso utilizzare questionari online, colloqui individuali e momenti di confronto con il gruppo per raccogliere percezioni, difficoltà, aspettative e risorse.
Le informazioni emerse possono essere organizzate e restituite in forma aggregata alla direzione e al gruppo, anche attraverso grafici e rappresentazioni visive, per rendere immediatamente leggibili i temi più significativi.
Non si tratta di stabilire chi funziona e chi non funziona.
Si tratta di costruire una fotografia condivisa del gruppo per capire da dove può essere utile iniziare.
Da questa prima lettura possono nascere indicazioni operative, incontri con il team, percorsi rivolti ai responsabili o interventi specifici sulla comunicazione.
Un percorso costruito su misura
Ogni organizzazione ha una storia e un modo particolare di funzionare.
Per questo preferisco non partire da un pacchetto già confezionato.
Un intervento può comprendere, a seconda della situazione:
Anche la durata viene costruita sulla domanda: da alcuni incontri formativi a un progetto più articolato che comprenda analisi iniziale, intervento e follow-up.
Alcuni ambiti di intervento
Comunicazione nei gruppi di lavoro
Per migliorare confronto, collaborazione e gestione delle differenze.
Comunicazione assertiva
Per riuscire a esprimere richieste, limiti e punti di vista mantenendo la relazione.
Coordinamento e conduzione delle équipe
Per chi ha responsabilità di persone e gruppi.
Comunicazione verticale
Per facilitare il rapporto tra direzione, responsabili e collaboratori.
Passaggio generazionale
Per accompagnare il cambiamento dei ruoli e delle responsabilità, soprattutto quando relazioni professionali e familiari si intrecciano.
Benessere organizzativo e stress professionale
Per riconoscere criticità e risorse e costruire condizioni relazionali più sostenibili.
La mia esperienza con organizzazioni e professionisti
Accanto all’attività clinica, negli anni ho svolto attività di formazione, supervisione e consulenza con aziende, gruppi professionali e professionisti sanitari.
Ho realizzato interventi sulla comunicazione, sul benessere organizzativo e sullo stress professionale, percorsi con gruppi di Medici di Medicina Generale e progetti che hanno previsto ascolto individuale dei componenti del team, analisi delle informazioni raccolte, restituzione alla direzione e individuazione di possibili linee di azione.
Questa esperienza ha rafforzato una convinzione che porto anche nel lavoro con le organizzazioni:
prima di proporre una soluzione è necessario comprendere come le persone stanno costruendo il problema.
Costruiamo l’intervento
Un primo incontro serve a comprendere la richiesta, il contesto e le persone coinvolte.
Da lì possiamo valutare se sia più utile un intervento formativo, un lavoro con il gruppo, un percorso rivolto ai responsabili oppure una fase preliminare di ascolto e analisi.