Alessandra Favaro
Consulente Grafologa
Counsellor
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Girolamo Moretti
(Recanati 1879 – Ancona 1963), religioso e sacerdote dei Francescani Conventuali, fu uno di quei rari straordinari fisiognomisti, che ogni tanto appaiono nel corso dei secoli. Le sue intuizioni psicologiche hanno suscitato lo stupore di tanti suoi contemporanei – molti ancora viventi – e un indiscusso riconoscimento in svariate sedi dell'attività umana.
Nel 1905, accortosi casualmente che in Francia c'erano studiosi di grafologia, si dedicò a questa disciplina psicologica, traducendo la sua naturale intuizione in originale complesso apporto scientifico, fecondo di applicazioni.
Sostenuto fin dal 1947 dalla collaborazione di Giovanni Luisetto, ha lasciato una decina di opere grafologiche. Grazie poi all'aiuto di Lamberto Torbidoni, nel 1958 ha posto le basi di quello che sarebbe diventato più tardi l'Istituto Grafologico G. Moretti, promotore presso l'Università degli studi di Urbino della prima scuola di grafologia in Italia a livello universitario.
Il sistema di personalità, che il Moretti ha elaborato attraverso la differenzazione individuale del gesto grafico, è definito a livello di unità spicologica da ciò che egli chiama 'passione predominante': espressione forse non del tutto felice, che Salvatore Ruzza, nella sua Presentazione, richiamandosi al Rosmini, spiega con 'sentimento fondamentale'. Un' esperienza cioè che caratterizza il soggetto strettamente inteso e che, attraverso specifici processi mentali, si traduce nell'affermazione dell'Io, principio distinto dai suoi termini quali il corpo e il mondo ideale. Per il Moretti intuitivo esso non è il punto di arrivo nella definizione della personalità, ma il punto di partenza: solo la sua precisazione consente di comprendere adeguatamente le innumerevoli manifestazioni del comportamento nella loro identità modale. Per lui, ligio all'empiria e refrattario a formulazioni concettuali teoriche, l'Io non è una pura identità di ragione o un vuoto, generico centro di coordinamento, ma un sentimento ben determinato e permanente che sta alla base di tutto lo sviluppo del carattere. Realtà inconscia, la passione predominante costituisce una vera e propria scoperta del Moretti; egli la propone ai grafologi come un'importante meta da raggiungere per un'autentica maturazione della loro disciplina. Un merito particolare per la realizzazione di quest'opera va a Giovanni Luisetto, recentemente scomparso, che del Moretti fu insieme amico e 'mecenate': grazie al suo stimolo e al suo aiuto il grande grafologo riuscì ad elaborare e dare forma sistematica alle sue geniali intuizioni.

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